Il fallimento della blogosfera italiana (e di Internet) come veicolo informativo

Post originariamente pubblicato su Fermentigattici.net: per seguirne l’evoluzione nei commenti, consultate il testo originale

Cari frequentatori del Web: oggi è la giornata mondiale per la lotta all’AIDS, lo sapevate?

Se la risposta è “no”, non sentiatevi in colpa: non è del tutto un demerito vostro. È che in Rete non ne ha parlato (quasi) nessuno.
Ma se dalle “grandi” testate giornalistiche italiane (che alla ricorrenza hanno dedicato – a parte rari casi – un ruolo ampiamente marginale) la cosa era ampiamente preventivabile, dovrebbe suscitare un minimo di stupore il fatto che in Rete le cose siano andate anche peggio. Con particolare riferimento alla blogosfera italiana, pomposamente autoincoronatasi col manto di strumento di informazione alternativo ai media tradizionali, più sincero, più immediato, più vero.

Baggianate. Bastano piccoli esperimenti empirici per rendersene conto. Prendete ad esempio i blog alle prime dieci posizioni nella classifica (quella sì, sempre chiacchierata) di Blogbabel, e cioè (allo stato attuale): Blog di Beppe Grillo, Wittgenstein, Manteblog, Macchianera, Il disinformatico, Pandemia, Luca De Biase, Piovono rane, Nazione indiana e Voglioscendere. Bene: nessuno di questi ha dedicato il ben che minimo spazio al World AIDS Day, evento di una certa rilevanza dal punto di vista civile e sociale (oltre che dall’elevata importanza informativa: se ne DEVE parlare).

Non dico un lunghissimo post, ma quanto meno un breve accenno, un link, un promemoria. Nulla: neppure il Red Ribbon. In compenso si parla molto di Beppe Grillo (Mantellini, Gilioli di “Piovono Rane”, Attivissimo), di Travaglio (Beppe Grillo, Travaglio stesso [!]), di Partito Democratico (Sofri, oltre a Sofri che parla di Sofri che parla del PD), di Wittgenstein che apre ai commenti (WOW! Mantellì, ‘na notizia fondamentale…), di nulla (le solite porcate marchettare di Pandemia), di nulla assoluto (Macchianera), di non pervenuto (Nazione Indiana).

Ma non crediate che scendendo in classifica le cose vadano meglio: anche nelle successive 20 posizioni nessun accenno (se si esclude un articolo di Giornalismo Partecipativo, che Dio lo abbia in gloria). Anche in questo caso non è stato aggiunto neppure un semplice fiocco rosso di solidarietà, con un link. Di cosa si parla, invece? Anche in questo caso di nulla, o di nulla all’ennesima potenza in alcuni casi (tipo MMCC: Marco Modestia Camisano Calzolari, l’uomo più autoreferenziale del Web).

Andiamo avanti: i successivi 30 blog, fino alla posizione 50? Peggio mi sento: nulla di nulla. Persino Mente Critica mi appare decisamente poco “critico” (nell’accezione di “pensante”). E i 50 dopo, così arriviamo a 100 e facciamo cifra tonda? N-I-E-N-T-E. Neanche il deludente Ivan Scalfarotto (da lui me lo potrei aspettare, no?): si salva giusto Marcello Saponaro e il suo fiocchettino rosso piazzato sulla testata del blog.

Insomma: ne esce un quadro deludente – anzi, perdonate: imbarazzante – della blogosfera italiana, tutta involtolata su se stessa e incapace di veicolare alcun contenuto informativo. Di una blogosfera che il più delle volte si parla allo specchio e che ancora più spesso cerca di spillare quattrini ai lettori (i metodi sono noti: dai link venduti al miglior offerente, agli adsense che pilotano post acchiappa-google), ma che di certo non si sforza – non ci prova nemmeno – di veicolare alcun contenuto etico, civile o sociale. Di blog tematici talmente compresi nel proprio sforzo di salire nella classifica della loro monotemìa da risultare ancora più rigidi dei media tradizionali (cos’è, mettere un fiocchettino alla testata del vostro blog costa troppa fatica o troppa fantasia?).

Il resto della Rete non è messa meglio: dei miei 151 contatti su Facebook, appena sei hanno modificato la propria immagine personale aderendo alla (pubblicizzata) iniziativa del fiocco rosso, e la maggioranza non ha neppure citato il World AIDS Day; dei miei contatti Flickr, solo UNO ha pubblicato una foto AIDS-related; su Tumblr, praticamente una morìa (ma lì non faccio testo: seguo pochi utenti).

Ricordate il mio vecchio post di un anno fa, in cui parlavo dell’apporto informativo di Internet e della blogosfera, e di come paresse involuto? Bene, mi pare che quest’anno siamo messi molto, molto peggio.

Il blog è morto,
Rest In Peace.

Claudio

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